Intelligenza artificiale per l’inclusività e l’accessibilità: le soluzioni
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L’IA e la sfida dell’inclusività: un futuro più accessibile per tutti

L’applicazione dell’intelligenza artificiale che abbiamo visto fiorire negli ultimi anni ci ha portati a credere che questa sia soprattutto un acceleratore di progresso scientifico.

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Intelligenza Artificiale

26 novembre 2024

Ma se così fosse, la nostra sarebbe una visione alquanto limitata e svalutante dell’intelligenza artificiale. Se indirizzata in modo etico e responsabile, l’IA può e deve diventare un potente motore di uguaglianza, accessibilità e inclusività.

Nel suo lungo saggio “Machines of Loving Grace”, il CEO di Antrophic Dario Amodei, oggi una delle menti più brillanti nel campo dell’intelligenza artificiale, si è chiesto come potrebbe essere il mondo del futuro guidato dall’IA: “Con un forte impegno, saremo in grado di far muovere le cose nella giusta direzione, rapidamente. Potremo dare seguito, almeno in piccola parte, alle promesse di dignità e uguaglianza che dobbiamo a ogni essere umano sulla terra.”

Per istituzioni e aziende, promuovere l’uso della tecnologia per proteggere e supportare le fasce più deboli – dai disabili agli anziani – è quindi un dovere morale, in linea con l’ambizione di creare un mondo dove qualità della vita e pari opportunità sono al centro.

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Esempi pratici: come l'IA può supportare persone disabili o provenienti da contesti svantaggiati

L’IA rappresenta quindi una vera e propria leva per una trasformazione culturale che punta a costruire un futuro più equo.

Ma come si traduce tutto ciò in azioni concrete?

Sono davvero infiniti i modi in cui l’IA può essere sfruttata in questo campo. Facciamo qualche esempio:

  • Assistenza per le persone con disabilità fisiche: l’IA sta rivoluzionando il mondo dei dispositivi di assistenza. Ad esempio, comandi vocali possono sostituire l’uso della tastiera e del mouse, aprendo nuove possibilità di accesso alle tecnologie digitali.
  • Traduzione e interpretazione linguistica: servizi di traduzione, sottotitolazione e interpretazione potenziati dall’IA consentono di superare le barriere linguistiche e favoriscono la comunicazione tra persone di culture e lingue diverse.
  • Inclusione nell’istruzione: l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per personalizzare l’esperienza di apprendimento in base alle esigenze di ciascun individuo. Pensiamo ad esempio a persone dislessiche o con altre problematiche, che potranno accedere a percorsi formativi fatti su misura per loro.
  • Supporto alle persone anziane: anche le persone con ridotte capacità motorie o problemi neurologici dovuti all’età potranno beneficiare delle soluzioni basate su IA. Sistemi intelligenti possono aiutare gli anziani a vivere in modo più autonomo, attraverso dispositivi di assistenza che monitorano la salute o ricordano i farmaci da assumere. Alcuni dispositivi di IA possono persino rilevare segnali di pericolo e inviare avvisi ai familiari o ai servizi di emergenza.

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità definisce l’accessibilità un diritto umano e promuove la cosiddetta ‘progettazione universale‘. Questo approccio mira a creare soluzioni tecnologiche che rispondano in modo nativo alle diverse esigenze, abilità e preferenze di tutti gli utenti, indipendentemente dalle loro caratteristiche fisiche o mentali.

Secondo Onica Makwakwa, direttore esecutivo della Global Digital Inclusion Partnership (GDIP), l’inclusione e la partecipazione sono i prerequisiti imprescindibili per la creazione di sistemi di intelligenza artificiale.

Ma sebbene questo sia il futuro che noi tutti ci auguriamo grazie al poderoso progresso tecnologico promesso dall’intelligenza artificiale, non è scontato che sia equamente distribuito tra tutti gli individui.

La disuguaglianza di genere nell’accesso alle tecnologie, come la mancanza di formazione nelle materie STEM per le ragazze, può ridurre le opportunità delle donne di partecipare e beneficiare dell’innovazione in ambito IA. Promuovere l’inclusione tecnologica è essenziale per garantire pari opportunità nel settore.

Dunque, è fondamentale che imprese e istituzioni vigilino sul corretto utilizzo di queste tecnologie e sulla distribuzione più equa possibile dei suoi benefici. 

L’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) è in prima linea per promuovere l’accessibilità e l’inclusività dell’IA e delle tecnologie digitali per tutti, con il suo Programma Informazione per tutti (IFAP).

E questo combacia perfettamente con i principi e gli ideali alla base dell’AI Act e del UN Advisory Body, che hanno l’obiettivo di regolamentare e rafforzare la governance globale dell’IA nel pieno rispetto delle persone e del pianeta.

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Come evitare bias nei dati e nei modelli

Se vogliamo costruire un’intelligenza artificiale realmente inclusiva, dobbiamo affrontare una problematica che, insieme a quella delle allucinazioni, si prefigura essere tra le più complesse per il nostro futuro: evitare i bias, ossia i pregiudizi, che rischiano di influenzare i modelli e i dati.

L’intelligenza artificiale non dovrebbe mai fare differenze basate su genere, etnia, età o qualsiasi altra caratteristica personale, eppure il rischio di replicare pregiudizi umani è sempre dietro l’angolo.

Se l’IA è un riflesso dei dati su cui è addestrata, allora dobbiamo assicurarci che questi dati rappresentino la diversità del mondo reale. Troppe volte i dataset rischiano di offrire un punto di vista parziale o di privilegiare determinati gruppi a scapito di altri. 

Gli algoritmi di IA sono spesso alimentati da grandi volumi di dati storici, che possono riflettere pregiudizi di genere preesistenti. Se i dati di addestramento sono distorti, l’IA può perpetuare o addirittura amplificare questi pregiudizi, creando disparità nei risultati per uomini e donne, ad esempio nelle decisioni di assunzione, nei prestiti bancari, nella giustizia penale, ecc.

L’IA può quindi facilitare il cambiamento e favorire la nascita di prodotti e soluzioni più inclusive e più accessibili per tutti; ma per farlo, c’è bisogno di mettere in campo normative chiare, consapevolezza, processi trasparenti e alti livelli di vigilanza.

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Soluzioni reali: l’intelligenza artificiale di Almawave per promuovere accessibilità e inclusività

Le innovazioni nel campo dell’intelligenza artificiale, possono essere dunque il volano per abbattere le barriere e promuovere un mondo più equo e accessibile, quando sono bene indirizzate e gestite.

Almawave, grazie all’intelligenza artificiale, sta trasformando il modo in cui le persone accedono alle informazioni e interagiscono con i servizi, rendendoli inclusivi e adatti a ogni tipo di esigenza. 

Le soluzioni di Almawave operano a tutto campo per garantire un accesso realmente universale all’informazione e ai servizi digitali:

  • Superare barriere sensoriali e linguistiche
  • Semplificare il linguaggio spesso ostico di contratti e normative
  • Fornire assistenza personalizzata nella navigazione di portali web
  • Agevolare la formazione di studenti e lavoratori.

Di quali soluzioni stiamo parlando?
Vediamole insieme.

Speech & Voice: trasformare la comunicazione per raggiungere tutti 

Le tecnologie in ambito “Speech & Voice” sviluppate da Almawave offrono svariate applicazioni per facilitare la comunicazione con persone non udenti, non vedenti e con problemi di lettura e apprendimento. 

Mediante algoritmi di Automatic Speech Recognition (ASR) basati su reti neurali allo stato dell’arte, queste soluzioni operano una trasformazione digitale della voce in tutti i suoi aspetti, ossia:

  • riconoscimento del parlato spontaneo, con distinzione dei parlanti
  • comprensione e traduzione di oltre 40 lingue e oltre 60 modelli linguistici
  • trascrizione in tempo reale
  • conversione da voce a testo e viceversa.

Questo garantisce il massimo livello di fruizione di qualsiasi file e contenuto, in formato testuale, audio o video.

Sottotitolazione automatica con supporto live editing

La trascrizione automatica per la sottotitolazione rappresenta un caso d’uso tipico per favorire l’accesso alle informazioni da parte di persone sorde o chiunque abbia difficoltà di accesso ai contenuti vocali.
Si tratta di una problematica molto diffusa sia a livello mondiale che nazionale: le stime dell’OMS dicono che il 5% della popolazione mondiale e il 12% di quella italiana sono affetti da sordità o problemi uditivi.

Durante eventi live, come meeting aziendali o sedute assembleari, programmi televisivi o eventi di formazione, la trascrizione permette di visualizzare in tempo reale i testi sincronizzati con l’audio.

I testi vengono restituiti all’utente sotto forma di sottotitoli o documenti, che all’occorrenza possono essere validati e rifiniti in tempo reale da operatori di “live-editing workflow”, al fine di cogliere ogni piccola sfumatura della lingua parlata, aumentando ulteriormente l’accuratezza per un servizio veramente “accessibile”.

La sottotitolazione può anche essere integrata con servizi di interpretariato nella lingua dei segni (LIS), per la traduzione in simultanea dell’evento, in corso o trasmesso. In questo modo è possibile raggiungere gli obiettivi di accessibilità universale, consentendo di fruire dei contenuti vocali attraverso testi e/o segni. Tramite tecniche di regia è possibile anche mostrare in un’unica schermata, in modo sincronizzato, la ripresa video con gli interventi in corso, i sottotitoli in tempo reale e il riquadro dell’interprete LIS in modalità PIP («Picture in Picture»).

Grazie alla potenza dell’IA generativa, la trascrizione generata non solo facilita la comprensione dei contenuti, ma permette anche di generare riassunti e report, migliorando la produttività e l’efficienza nel trattamento delle informazioni.

La trascrizione automatica per la sottotitolazione dei file pre-registrati offre un ulteriore vantaggio nell’accessibilità dei contenuti, perché estende l’inclusività anche a chi fruisce di contenuti registrati, come video formativi, conferenze o materiali informativi.

La tecnologia di trascrizione, alimentata dall’intelligenza artificiale, è in grado di analizzare e trascrivere con alta precisione anche i contenuti vocali più complessi, permettendo di generare sottotitoli che possono essere sincronizzati con il video per una fruizione ottimale.

La capacità di personalizzare e rifinire i sottotitoli, attraverso strumenti di validazione semi assistita unita all’integrazione di specifici glossari o terminologie aziendali, aumenta l’efficacia del servizio, offrendo un’esperienza personalizzata per gli utenti rendendo questa tecnologia versatile e utile per una vasta gamma di applicazioni.

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IA generativa e LLM per rendere testi e documenti alla portata di tutti

I Large Language Model basati sull’intelligenza artificiale generativa di Almawave sono in grado di generare e semplificare in pochi secondi testi di ogni tipo.

Questa tecnologia è anche alla base di assistenti virtuali essenziali per offrire un servizio inclusivo e accessibile a tutti, in contesti sia pubblici che privati.

Gli assistenti virtuali generativi, a prescindere dalle condizioni e caratteristiche dell’individuo, offrono già di per sé un accesso più ampio ai contenuti, perché in pochi secondi sono in grado di:

  • riassumere i testi
  • tradurli
  • semplificarli usando termini più chiari per tutti
  • rispondere ai dubbi
  • vocalizzare i testi.

Per dare alle aziende e alle Pubbliche Amministrazioni la possibilità di creare chatbot intelligenti in modo rapido e semplice, Almawave ha dato vita a Conversation Studio.

Un’applicazione basata sull’IA generativa per creare, testare e implementare facilmente assistenti virtuali, senza dover ricorrere a complessi design della conversazione.

Ogni utente, sia esso studente, insegnante o amministratore, dispone quindi di un profilo personalizzato con agenti virtuali specifici per le proprie esigenze. I materiali audio-video dei corsi vengono trascritti e indicizzati per facilitarne l’accesso e la consultazione.

Si tratta di una vera rivoluzione inclusiva, soprattutto per gli studenti, perché ciascuno potrà prepararsi in base alle proprie caratteristiche, conoscenze e capacità, ma anche in base a eventuali difficoltà o disabilità, senza rischiare di restare indietro.

 

Due storie di successo inclusive

Per mostrarvi in che modo le aziende e le istituzioni possono rendere i servizi più inclusivi oggi grazie all’intelligenza artificiale, vogliamo condividere due storie di successo di clienti Almawave.

1 – Sistema di trascrizione giudiziaria in Tanzania

Il Sistema di trascrizione giudiziaria di Almawave offre servizi di trascrizione ottimizzati per le sessioni giudiziarie, assicurando una trascrizione efficiente, sicura e affidabile, allo stesso tempo rispondendo alle diverse esigenze dei tribunali con una tecnologia all’avanguardia.

Per migliorare ulteriormente l’accessibilità, i verbali vengono sottoposti a traduzione automatica. Questa funzione garantisce che anche chi non parla nessuna delle lingue originali possa accedere a una traduzione fedele e precisa del procedimento.

Il sistema è stato adottato dallo Stato della Tanzania in Africa, per snellire e semplificare i processi in tribunale, e ottimizzare l’esperienza di tutte le parti in causa, specie quando appartenenti a diverse etnie.

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2 – Soluzioni IA per l’apprendimento e l’insegnamento universitario

Un noto Istituto universitario italiano si avvale della tecnologia innovativa basata su modelli di intelligenza artificiale di Almawave, a supporto dei processi formativi e didattici universitari, per:

  • agevolare gli studenti nella preparazione degli esami
  • dialogare in linguaggio naturale con un assistente virtuale su materie e percorsi formativi
  • trascrivere il materiale didattico multimediale (video, audio)
  • interrogare il patrimonio informativo e formativo dei corsi a beneficio di tutti gli stakeholder – studenti, insegnanti e amministrazione.
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L’Intelligenza Artificiale rappresenta il presente e il futuro della tecnologia. Può apportare molti benefici alle comunità e all’agire quotidiano. Può migliorare l’assistenza sanitaria e il benessere delle persone. Può semplificare i servizi al cittadino. E ancora favorire trasporti più sicuri, una produzione più efficiente e un’energia più conveniente e sostenibile. Il digitale è uno strumento per costruire un futuro più inclusivo e accessibile.

Valeria Sandei – Amministratore Delegato di Almawave

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