Migliorare la cura dei pazienti con l’IA: l’intervento di Valeria Sandei nel programma "Check up" di Giornale Radio
23 ottobre 2025
Ai microfoni di Giornale Radio, il nostro AD, Valeria Sandei, è intervenuta nel programma “Check up”, condotto da Lucia Tironi, spiegando come l’intelligenza artificiale rappresenti un motore di innovazione e cambiamento anche nel settore sanitario.
“Velvet è una tecnologia generativa linguistica che consente, attraverso la voce, un accesso facilitato a tutte le informazioni e, al contempo, migliora notevolmente molti processi. Ad esempio quelli amministrativi, semplificando le liste di attesa. Ma non solo: è anche uno strumento prezioso di supporto ai clinici per la cura del paziente, nella ricerca delle informazioni, nelle diagnosi, nella navigazione dei contenuti e nella compilazione delle cartelle cliniche”, afferma Sandei.
“Le strutture sanitarie stanno già avviando progetti di intelligenza artificiale in diverse direzioni. Oltre a tutte le attività descritte, gli algoritmi predittivi consentono diagnosi sempre più mirate in ambiti come la diabetologia, la cardiologia o l’oncologia. Queste tecnologie, se correttamente applicate nel rispetto delle normative e della privacy, possono migliorare la qualità della vita, liberare tempo ai medici e ottimizzare il lavoro, permettendo loro di dedicarsi maggiormente alla cura del paziente.”
Il tutto nel contesto regolatorio europeo: “L’AI Act è un quadro normativo che deve essere rispettato sia dai produttori sia dagli utilizzatori. Esso definisce criteri e regole con l’obiettivo di tutelare i dati, la proprietà intellettuale e prevenire i cosiddetti bias che potrebbero essere presenti in queste tecnologie.
Nel settore sanitario, trattandosi di un ambito così sensibile e rilevante, è fondamentale gestire queste tecnologie con criteri rigorosi e piena compliance”, aggiunge Sandei e conclude “ Il mio auspicio personale è che questi strumenti permettano a tutti i medici e clinici di lavorare meglio, con maggiore efficacia e serenità, offrendo un supporto sempre più personalizzato e mirato a un numero crescente di persone. In professioni così delicate, come quella del medico, l’intelligenza artificiale può essere solo un ausilio per migliorare l’attività clinica. La decisione finale, infatti, rimane sempre umana, come previsto anche dai principi stabiliti dall’AI Act. Ciò che cambia è che, grazie all’IA, il medico dispone di informazioni più complete, analizzate in modo più efficace e tempestivo, per prendere decisioni più informate”.
Ascolta l’intervento completo al min. 28:53.